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Un Parco Accessibile

Camminamento accessibile nel bosco

Dal 2003, dichiarato dall’Unione Europea “Anno delle Persone con Disabilità” obiettivo del Parco è stato quello di allargare la fruibilità del suo prezioso patrimonio ambientale e paesaggistico per permetterne l’accessibilità a tutti i portatori di handicap, consci del fatto che la possibilità d’avere un contatto diretto con la natura attraverso percorsi educativi attrezzati costituisce un potente stimolo alla creatività e alla serenità d’una persona disabile.

Questo è un sistema di offerta che richiede una qualità molto alta di servizi ed un elevato livello d’attenzione al cliente ma che può offrire importanti opportunità di sviluppo, con una destagionalizzazione del mercato, a fronte di costi non troppo elevati. A questo scopo sono partiti diversi progetti, alcuni già realizzati altri sempre in fase di progettazione, per rendere i camminamenti, le strutture e i servizi igienici del parco adeguati per un tal fine.

Bosco

Con l’approvazione della Legge Regionale 11 aprile 1995, n. 49 “Norme sui parchi, le riserve naturali e le aree naturali protette di interesse locale”, che recepiva gli indirizzi dettati dalla legge quadro sulle aree protette, la Regione Toscana ha introdotto una programmazione nella istituzione, nella gestione e nelle modalità di finanziamento delle aree protette. I primi Programmi triennali hanno privilegiato la presentazione di progetti di sistema per condividere gli interventi tra diversi soggetti gestori di aree protette, permettendo così un approfondimento della conoscenza reciproca e la creazione di utili sinergie, e dando attuazione concreta ad uno degli obiettivi principali della politica di conservazione e gestione della Comunità Europea: la promozione, la formazione e lo sviluppo di una rete ecologica (Natura 2000).

Il terzo Programma regionale per le aree protette individua come obiettivo prioritario il consolidamento del sistema complessivo regionale e dei sottosistemi provinciali e interprovinciali delle aree protette in riferimento alla loro integrazione nella Rete Europea Natura 2000 e nella Rete Ecologica Nazionale.

La rete all’interno di queste politiche di conservazione è vista come un sistema di nodi (aree protette) interconnessi tra loro, e con altre aree di rilevante interesse naturalistico, da corridoi ecologici a cui si sovrappongono zone cuscinetto o di transizione a formare una vera e propria “infrastruttura ambientale” all’interno del territorio.
 

Il progetto “In volo dai monti Pisani al lago di Porta attraverso il padule di Massaciuccoli”

Nell’ottobre 2000 è stato presentato alla Regione Toscana un progetto dal titolo “In volo dai monti Pisani al lago di Porta attraverso il padule di Massaciuccoli”, che interessa quattro aree protette: il Parco Regionale Migliarino San Rossore Massaciuccoli, l’ANPIL lago di Porta. L’ANPIL Monte Castellare e l’ANPIL Valle delle Fonti. I soggetti gestori delle aree sono, per le prime due rispettivamente l’Ente Parco Regionale Migliarino San Rossore Massaciuccoli e il Comitato di Gestione del Lago di Porta, con sede presso il Comune di Montignoso (MS), mentre le ultime due sono gestite dal Comune di San Giuliano Terme (PI).

Il Lago di Massaciuccoli

Il Lago di Porta e il Lago e Padule di Massaciuccoli sono residui del complesso sistema di lagune e stagni presenti nella pianura pisano-versiliese prima degli interventi di bonifica da parte dell’uomo. Complementari sono, invece, gli ambienti che caratterizzano le due ANPIL di San Giuliano Terme collocate sul versante ovest dei Monti Pisani. Infatti, è l’acqua uno degli elementi che unisce tra loro queste aree protette. Inoltre sono individuate due specie di uccelli: il tarabuso e la rondine quali elementi unificanti e simbolici che unisce le quattro aree protette.

Il progetto aveva l’obiettivo di rendere più visibili le connessioni funzionali ed ecologiche all’interno di questo sottosistema di aree protette. Infatti, i fruitori di queste aree attualmente riescono a percepire solo i nodi della rete e più difficilmente le loro reali connessioni. Le categorie d’intervento privilegiate sono la conservazione e tutela naturalistica e della biodiversità, tramite opere di miglioramento ambientale e prevenzione del degrado e la creazione di strutture di base per la fruizione delle aree protette.

Il progetto si articola in:

  • interventi di gestione naturalistica con realizzazione/recupero di specchi d’acqua, canali, ecc. per favorire la sosta dell’avifauna, nonché per creare siti idonei per la riproduzione di anfibi e pesci, incremento della biodiversità e controllo delle specie alloctone, sistemazione della rete idraulica minore e riduzione del fenomeno d’interramento e riempimento progressivo delle aree umide, da attuarsi anche mediante un acquisto preliminare dei terreni palustri, per garantire una continuità nella gestione naturalistica degli stessi;
  • realizzazione di strutture di fruizione quali camminamenti e osservatori, laboratorio didattico, centro informazione e documentazione, foresteria.

Camminamento della Riserva Naturale del Chiarone

Tra gli interventi attuati, è stato realizzato il nuovo camminamento della Riserva Naturale del Chiarone, nota più comunemente come Oasi LIPU di Massaciuccoli. L’Ente Parco aveva realizzato, nella metà degli anni ’80 del secolo scorso, in questa parte occidentale del suo territorio un camminamento in legno su palafitte che si inoltrava tra i falaschi e le cannucce del padule per raggiungere lo specchio d’acqua denominato Chiarone, da cui prende il nome la riserva, e sul quale due osservatori permettevano di osservare il movimento degli uccelli, senza disturbarli. Tale camminamento è poi rimasto, con alcune opere di manutenzione, a volte anche consistenti, per circa venti anni. Nel frattempo l’Ente Parco aveva stipulato una convenzione con la LIPU per la gestione della riserva. All’inizio del secolo con il primo progetto di sistema, in accordo con la LIPU e la Regione Toscana, si è deciso perciò di acquistare i terreni della riserva e di realizzare un nuovo camminamento in legno su palafitte, che, ripercorrendo il tracciato del precedente, potesse però essere accessibile anche ai diversamente abili.

Per maggiori informazioni è possibile leggere l’articolo di approfondimento in questa Sezione.
 

La Regione Toscana per l’Anno Europeo per la Disabilità

L’anno 2003 è stato dichiarato dall’Unione Europea Anno delle Persone con Disabilità. Ciò ha dato l’opportunità di una riflessione maggiore sulle necessità dei diversamente abili e di ideare nuove proposte di accessibilità anche per quei luoghi di particolare valore naturalistico, non sempre facilmente visitabili.

Bosco

Per tale occasione, l’Assessorato all’Ambiente della Regione Toscana ha deciso di privilegiare i progetti che prevedessero interventi per rendere accessibili le aree protette.

I soggetti che hanno usufruito dei finanziamenti regionali sono il Parco Regionale Alpi Apuane, il Parco Regionale Migliarino San Rossore Massaciuccoli, il Comune di San Giuliano Terme e le Province di Arezzo, Firenze, Grosseto, Livorno, Pisa, Pistoia e Siena. Il Parco Regionale della Maremma aveva da poco terminato interventi per il superamento delle barriere architettoniche finanziati dall’Unione Europea all’interno di un progetto Life.

Gli interventi hanno interessato soprattutto la realizzazione o l’adeguamento di sentieri per rendere accessibili le aree protette. Ma sono state adeguate anche alcune strutture di supporto (musei, centri didattici, orto botanico, ecc.), sono stati predisposti materiali divulgativi, stages e momenti formativi per coinvolgere persone diversamente abili nella progettazione ed anche nella gestione delle visite guidate. Infine è stato predisposto anche un vademecum per i progettisti.

Questa iniziativa regionale si è dimostrata importante perché ha messo in primo piano la necessità di realizzare opere fruibili da tutti, anche in ambienti delicati come le aree protette. Ha creato perciò una mentalità nuova di affrontare le problematiche di un territorio delicato come è quello delle aree protette. Nei soggetti gestori è perciò aumentata la sensibilità verso le necessità dei diversamente abili che è rimasta come modalità quotidiana di affrontare i problemi.
 

Il progetto “In volo dai Monti Pisani al lago di Porta, attraverso il padule di Massaciuccoli 2: aree protette accessibili”

L’Ente Parco Migliarino San Rossore Massaciuccoli, insieme agli altri soggetti che avevano condiviso l’esperienza del progetto di sistema sopra descritto, ha presentato “In volo dai Monti Pisani al lago di Porta, attraverso il padule di Massaciuccoli 2: aree protette accessibili”, all’interno del quale propone alcune soluzioni volte ad estendere la potenzialità di accesso al territorio, anche ai portatori di handicap. Di seguito sono descritte le articolazioni del progetto.
 

Percorso didattico accessibile nell’area dell’ex vivaio forestale “Chiuso di Capomadria” detto anche “Sentiero dei Tre Pini”

Percorso accessibile del Sentiero dei Tre Pini

L’itinerario è situato nell’area dell’ex-vivaio forestale denominata “Chiuso di Capomandria”, in località San Piero a Grado. Il percorso didattico, che si sviluppa all’interno del bosco di latifoglie e di pino domestico per una lunghezza di circa 500 m., è stato attivato agli inizi degli anni ’90 del secolo scorso e deve essere adattato per le esigenze dei diversamente abili. Inoltre viene prolungato di circa 200 m., per includere la visita ad una zona umida nella quale è stata negli ultimi anni sviluppata un’attività di inanellamento per gruccioni. Il percorso è arricchito dalla presenza di alcune strutture tipiche dell’attività di produzione del carbone, che aveva caratterizzato l’area sino alla metà del secolo scorso (capanna di rifugio e carbonaia) oltre ad una adeguata cartellonistica e bacheche illustrative (con scrittura anche in braille).

Percorso accessibile del Sentiero dei Tre Pini

L’area presenta una grande varietà di specie, si passa infatti da ambienti con cenosi forestali prevalentemente a specie mesoigrofile - come il frassino, l’ontano, il pioppo bianco - ad aree con pinete miste a leccio, accompagnate dalla presenza di grosse querce, come la farnia. Nello sviluppo morfologico dell’area, l’ambiente prettamente di lama si alterna ad un ambiente di tombolo. All’interno del percorso è presente altresì un piccolo invaso contornato da specie particolari come il cipresso calvo, i gattici e la rara liana periploca greca.

Il percorso è stato completato ed inaugurato il 10 Aprile 2010.

Per maggiori informazioni è possibile visitare le seguenti Sezioni:

 

Percorso didattico accessibile nella tenuta Borbone, all’interno della riserva naturale della Lecciona

Riserva Naturale della Lecciona

Il secondo percorso è localizzato nella riserva naturale denominata “Lecciona”. Il tragitto ha una lunghezza di circa 1,5 km: Inizia di fronte al complesso architettonico della Villa Borbone ed arriva fino alla battigia del mare, “tagliando” trasversalmente la Macchia Lucchese.

Il percorso attraversa ambiente boscato sia mesoigrofilo che a pineta. Si evidenzia la presenza di un’area umida depressa in cui erano state collocate passerelle in legno, oggi distrutte. La nuova organizzazione del percorso, prevede il trattamento del fondo per renderlo accessibile, il rifacimento delle passerelle in legno e aree di sosta, attrezzate con sedute.

Durante il cammino, si può ammirare il progressivo susseguirsi di ambienti naturali diversificati. Le pinete di impianto antropico, con predominanza di pino domestico, si sovrappongono ad un sottobosco di lecci che si mostra particolarmente rigoglioso nelle zone dunali, mentre, nelle interdune acquitrinose, cede il posto al bosco di caducifoglie. Superata la zona forestale, il percorso prosegue nell’area retro-dunale fino alla zona degli arenili.

Il percorso è stato completato ed inaugurato l’8 Ottobre 2011.

Per maggiori informazioni è possibile visitare le seguenti Sezioni:

 

Percorso didattico accessibile nella tenuta di San Rossore: dune di Fiume Morto Vecchio

Percorso Dune di Fiume Morto Vecchio (parzialmente realizzato)

Il percorso didattico nella Tenuta di San Rossore è collocato nella Riserva Fiume Morto Vecchio.

L’itinerario si snoda attraverso la caratteristica pineta di San Rossore, fino a raggiungere il cordone dunale della fascia litorale. L’area boscata formata da boschi mesoigrofili, a fianco dell’antico alveo del fosso, prosegue poi, all’interno, come pineta specializzata a pino marittimo, fino a raggiungere l’ecosistema dunale. Data la particolare natura del luogo, il percorso medesimo presenta, nell’ultimo tratto, dislivelli di quota piuttosto significativi. Le dune risultano, infatti, in quest’area di altezza variabile fino a 8-10 mt, che viene raggiunta con un percorso sopraelevato in legno.

La vegetazione caratteristica di quest’area è del tipo psammofilo, e dalla sommità delle dune è possibile ammirare la fascia dell’arenile e il mare. Dalla sommità del percorso in legno è possibile godere di uno splendido panorama, formato ad ovest dal mare, a nord dalla città di Viareggio sovrastata dalle Alpi Apuane, ad est dalla zona dunale che lascia ben presto il posto al bosco e nella parte retrostante si elevano i Monti Pisani, poi volgendosi a sud, dietro il bosco, in lontananza, le colline pisane e più vicina la foce dell’Arno con l’abitato di Marina di Pisa.

Il percorso è stato parzialmente realizzato.
 

Strumenti di supporto alla visita

Il progetto si prefigge la realizzazione di un sistema informatico che consenta ad un disabile di accedere ad uno o più percorsi all’interno del parco, massimizzando l’esperienza sensoriale.

In particolare si propone la predisposizione di computer palmare e di tablet pc dotati di dispositivi di localizzazione GPS e la realizzazione di una guida multimediale interattiva.

Il computer in base alla posizione, su alcuni percorsi del parco, e al tipo di handicap, propone contenuti di tipologia diversa (testi, filmati, audio) allo scopo di descrivere i luoghi visitati e sopperire (per quanto possibile) alle caratteristiche dell’utente.

Gli strumenti possono essere utili per superare alcuni handicap:

  • disabilità all’udito: con immagini del percorso e scrittura delle spiegazioni;
  • disabilità visiva: con guida vocale, collegata alle indicazioni che il computer riceverà dal sistema di localizzazione GPS incorporato;
  • disabilità nell’orientamento: il GPS permetterà di avere riferimenti chiari a chi soffre di problemi relativi all’orientamento, dando una guida sicura per individuare il percorso utile per trovare il luogo cercato, questo in tutto il territorio del parco;
  • il palmare (o il tablet) sarà dotato di particolari agganci che permetteranno di collegarlo alla carrozzina, così che le mani potranno essere utilizzate per la guida della carrozzina stessa.
     

Adeguamento e completamento del “museo sull’ecologia della palude” presso l’Oasi LIPU di Massaciuccoli

Museo sull’Ecologia della Palude

Per la gestione della Riserva del Chiarone, situata nel lato orientale del lago di Massaciuccoli, l’Ente Parco ha stipulata una specifica convenzione con la LIPU. I primi rapporti tra l’Ente Parco e la LIPU iniziarono negli anni ’80, quando l’associazione ambientalista decise di comprare un casale che si affacciava sul porticciolo della frazione che dà il nome al lago, e il Parco realizzò il primo camminamento e due osservatori per ammirare gli uccelli che affollavano numerosi il Chiarone. La prima convenzione formale fu siglata nel 1990. Solo con la seconda convenzione stipulata nel 1997 la gestione della riserva (denominata dalla LIPU Oasi del Chiarone) iniziò un’attività destinata ad incidere significativamente sul territorio.

La Convenzione affida alla LIPU la Gestione ambientale della Riserva e la gestione dei servizi per la visita. Il Centro Visite della Riserva si trova al piano terra di un casale di proprietà della LIPU sito sul piazzale antistante il porticciolo di Massaciuccoli all’ingresso della Riserva, nella quale si entra attraverso da un sistema di camminamenti che raggiungono gli osservatori sul Lago e nella Palude.

L’intervento ha adeguato il centro visite dotandolo dei servizi e degli elementi necessari per il superamento delle barriere architettoniche, ed ampliando di una sala il “Museo sull’Ecologia della Palude”, con modalità e tecniche idonee ai bambini piccoli delle scuole materne ed elementari, ma anche a persone con disabilità sia fisiche che psichiche o sensoriali. Inoltre sono stati realizzati alcuni pannelli con scrittura anche in braille per renderli leggibili ai non vedenti.
 

Materiale divulgativo

Per valorizzare e promuovere le risorse presenti nelle aree protette, riscoprendo le loro peculiarità attraverso l’utilizzazione dei cinque sensi allo scopo di favorire l’integrazione fra persone con abilità diverse, e far conoscere il grado di accessibilità del territorio, sono previste attività divulgative, in parte già attuate: giude cartacee, guide audio, poster, locandine, incontri, specifiche pagine web, ecc.
 

Conclusioni

La scelta della Regione Toscana di privilegiare progetti di sistema ha permesso che si formassero sinergie tra diversi soggetti gestori di aree protette, con un beneficio complessivo per la conservazione della natura, che non può limitarsi solo ad un territorio circoscritto. Il maggior beneficio è stato quello di incidere sul modo di agire dei soggetti che operano nelle singole strutture, dando un respiro ampio e di contesto generale.

Anche la scelta nel 2003 di puntare decisamente su progetti per il superamento delle barriere architettonici, ha introdotto modi di operare e di affrontare la realtà che sono rimasti.

L’Ente Parco Migliarino San Rossore Massaciuccoli, si è impegnato nelle linee indicate dalla Regione Toscana, traendo benefici da questo, nel modo stesso di operare e di percepire il proprio territorio ed il proprio ruolo. Questa apertura ha portato anche ad altri risultati importanti, quali il diploma europeo per le aree protette e l’inserimento del territorio del parco tra le riserve della Biosfera del programma MAB dell’Unesco, e il ruolo assunto all’interno dell’accordo di programma per la progettazione dello sviluppo dell’area costiera Pisa-Livorno.
 

Progetti realizzati