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Contesto territoriale e ambiente

Servizio Civile Nazionale

Parco: Restauro ecologico e fruizione

 

Inquadramento geografico

Il Parco Regionale Migliarino San Rossore Massaciuccoli ha una superficie complessiva di 23.114 ettari e si estende dalla periferia settentrionale di Viareggio al canale Scolmatore d’Arno a Sud, a Est verso l’interno comprende l’area del Lago di Massaciuccoli fino alle pendici del Monte Quiesa, mentre a Ovest il Parco è delimitato dal Mar Tirreno.
 

Mappa del Parco
Mappa del Parco
 

Il territorio del Parco si estende sulla fascia costiera delle province di Pisa e Lucca interessando i Comuni di Pisa, Viareggio, San Giuliano Terme, Vecchiano e Massarosa.
 

Geomorfologia

Il Parco Regionale Migliarino San Rossore Massaciuccoli si estende in un’area anticamente lagunare e paludosa, colmata con l’andar del tempo da detriti portati dai corsi fluviali.

Il territorio su cui si estende è caratterizzato da un sistema dunale quaternario, paleodune, originato dalla deposizione di sedimento sabbioso di ambiente marino e fluviale.

I fiumi rivestono un ruolo fondamentale: sia l’Arno che il Serchio cominciano, nel Medio e Alto Pleistocene (11,8 - 0,781Ma), a depositare sedimenti: si forma così un estesa piana alluvionale caratterizzata da un ampio sistema deltizio e lagunare.

Tale assetto geomorfologico è ancora oggi evidente in alcune aree dove è possibile osservare resti di cordoni dunali, disposti più o meno parallelamente alla linea di costa, alternati da interdunali, zone depresse, denominate lame, dove spesso affiora la falda acquifera sotterranea e ristagna l’acqua piovana.
 

Flora

Nel Parco Regionale Migliarino San Rossore Massaciuccoli sono sostanzialmente individuabili le seguenti tipologie vegetazionali:

  • Boschi di conifere
    • Pineta di pino domestico.
    • Pineta di pino marittimo.
  • Boschi misti di conifere e latifoglie
    • Bosco igrofilo con pino costituito da pino domestico e nuclei isolati di latifoglie igrofile quali frassino comune, pioppo bianco, ontano nero e pochi arbusti.
    • Bosco di leccio con pini formato da pino domestico e verso il mare da pino marittimo, insieme a leccio misto ad arbusti della macchia come fillirea, lentisco, mirto ed alberi caducifogli come orniello, olmo e più raramente farnia.
    • Bosco mesoigrofilo con pino è formato da pino domestico misto a farnia, pioppo bianco e sporadicamente frassino, olmo e leccio. Si trovano associazioni arbustive con rovo e melo; presenti anche altre piante con caratteri maggiormente xerofili come l’alloro e la fillirea.
  • Boschi di latifoglie
    • Bosco igrofilo, bosco a prevalenza di ontano nero con o senza frassino meridionale, bosco a prevalenza di frassino meridionale con o senza ontano nero e bosco misto con pioppo bianco, frassino meridionale, ontano nero e raramente farnia.
    • Bosco di leccio, tipologia vegetazionale poco diffusa costituita da leccio, orniello, frassino e qualche farnia.
    • Bosco mesoigrofilo, formato da popolamenti quali bosco misto di farnia e frassino meridionale, bosco integrale di pioppo bianco, bosco di farnia e carpino bianco.
    • Bosco di neoformazione, è un bosco che si sviluppa in aree recintate a carico animale nullo: è strutturato in aree aperte a vegetazione erbacea e aree chiuse con vegetazione arbustiva e/o arborea. I nuclei boscati sono formati da frassino, olmo e periploca.
  • Vegetazione non forestale
    • Fascia costiera di protezione, dal 1960 al 1985 è stata soggetta a opere di recupero, con rinsaldamento delle dune attraverso l’apposizione di siepi morte e la ricostruzione boschiva nella zona retrodunale, utilizzando pino marittimo, pino d’Aleppo e tamerici. Interventi diversi sono stati realizzati sulle dune prossime al mare, utilizzando rimboschimenti fatti principalmente con la ginestra comune e lo sparto pungente.
    • Giovane impianto di latifoglie, è costituito da un’area d’impianto di farnie o di pioppo bianco.
    • Vegetazione dunale, è caratterizzata da una fascia prossima al mare formata da entità perenni e una più arretrata composta da specie annuali. Fasce di consolidamento delle dune a sparto pungente ed elicriso e formazioni a ginestra recentemente considerata come pioniera nella colonizzazione delle dune.
    • Vegetazione palustre, in fase di espansione. Questo tipo di vegetazione è rappresentato principalmente da cannuccia di palude, perimetralmente alla quale si dispone una fascia di arbusti come rovo, prugnolo, sanguinello e biancospino.
    • Pascoli, sono costituiti da superfici prive di copertura arborea e non più sottoposte a coltivazione, trifoglio, erba medica ecc.

Fauna

Dal punto di vista faunistico il Parco è ricco di specie, ciò grazie alla varietà di micro e macroambienti che fungono da nicchia per numerose specie animali, sia stanziali che migratrici.
 

Mammalofauna

Il daino (Dama dama) e il cinghiale (Sus scrofa) sono gli unici Ungulati presenti nel Parco; entrambi sono stati introdotti dall’uomo per scopi venatori e ornamentali.

Mancano quasi del tutto i grandi predatori.

Tra gli Insettivori le specie più comuni sono: il riccio europeo (Erinaceus europaeus) e la talpa europea (Talpa europaea).

I Lagomorfi sono rappresentati dal coniglio selvatico, introdotto sotto il regno di Vittorio Emanuele II e diffuso in modo talmente rapido che per cacciarlo fu utilizzato il furetto, così da ridurre gli enormi danni che arrecava alle colture.

Tra i Roditori più comuni troviamo l’istrice, il ghiro, il quercino, lo scoiattolo rosso, il topo selvatico e tra gli alloctoni la nutria.

Tra i Carnivori ritroviamo diversi mustelidi quali il tasso, la donnola, la faina e la puzzola e canidi quali la volpe e il lupo, anche se non presente con un branco riproduttivo.
 

Avifauna

La classe degli Uccelli è molto ben rappresentata in termini di specie nel Parco.

Tra i caradiformi in migrazione passano il piovanello, il beccaccino, la pittima reale, il chiurlo maggiore, il chiurlo piccolo, il totano moro, il combattente, la pettegola, il cavaliere d’italia e l’avocetta; tra gli svernanti e gli stanziali si ricorda la pavoncella, la beccaccia, il fratino, il gabbiano reale, il gabbiano comune.

Tra i falconiformi il gheppio stanziale, il falco pellegrino sia con individui stanziali che svernanti, frequenta spesso le lame quando in caccia, il falco lodolaio nidificante e il falco cuculo, presente soltanto nei periodi di passo.
 

Rettili e Anfibi

Tra gli Anfibi ricordiamo la famiglia dei Salamandridi con il tritone crestato italiano.

Tra i Rettili ricordiamo: tra gli Ofidi la biscia dal collare, la natrice tessellata, il biacco; tra i Lacertidi la lucertola comune o dei muri, il ramarro; tra gli Scincidi la luscengola; tra gli Emididi ricordiamo la testuggine palustre assai frequente nel fossi.