Suckerfish

Gestione faunistica

Servizio Civile Nazionale

Parco: Restauro ecologico e fruizione

 

La gestione della fauna selvatica consiste in attività volontarie e consapevoli svolte in un’ottica di conservazione complessiva degli ecosistemi.

A seconda del contesto ci si può trovare a dover perseguire obiettivi di gestione diametralmente opposti: si può andare dalla riduzione di popolazioni animali, ad azioni volte all’aumento della loro consistenza e alla ricostituzione di popolazioni estinte. Ovviamente le varie attività da svolgere dipendono dall’obiettivo finale, per cui nel primo caso si dovrà operare attraverso interventi di controllo numerico tramite catture e/o abbattimenti, mentre nel secondo si dovranno ripristinare le condizioni ecologiche più idonee per la specie oggetto d’interesse o realizzare delle reintroduzioni.

Qualunque attività gestionale si intenda intraprendere risulta fondamentale e necessario effettuare, come primo passo, una stima attendibile della consistenza della popolazione oggetto di interesse. L’importanza dei censimenti, soprattutto delle specie oggetto di prelievo, è assoluta. I censimenti, infatti, fornendo informazioni su densità, incrementi utili annui, mortalità e produttività delle popolazioni, costituiscono la base empirica per la corretta formulazione dei modelli di gestione.

L’azione di gestione faunistica avviene principalmente attraverso la realizzazione di operazioni di cattura. I volontari, nello svolgimento di tali funzioni, oltre ad essere di ausilio al personale competente, possono acquisire conoscenze di tali procedimenti di gestione faunistica per una propria formazione individuale e specifica.

Le operazioni da compiere sono:

  1. Censimenti;
  2. Catture.

Censimenti di cinghiale

La consistenza e la struttura della popolazione di cinghiali vengono valutate eseguendo osservazioni contemporanee da punti fissi (numero variabile) posti presso “governe” dove in precedenza si è provveduto a foraggiare gli animali con mais. In linea agli anni passati, le osservazioni vengono eseguite esclusivamente da punti a terra e da automezzi.
 

Catture di cinghiale

I prelievi saranno svolti esclusivamente mediante catture di animali vivi con chiusini di cattura auto scattanti, innescati con vari tipi di cibo: si prevede la loro esecuzione dal mese di Ottobre a quello di Febbraio compresi.

Esclusivamente nel caso dell’accidentale ingresso di cinghiali in aree coltivate, ove non sia possibile la cattura, si prevede l’abbattimento mediante arma a canna liscia o rigata da eseguirsi esclusivamente da parte delle Guardie della Tenuta TGA.

I chiusini sono delle trappole a pianta per lo più rettangolare, con pareti alte circa 2 metri, formate da rete metallica di elevato spessore schermate verso l’esterno con erica. Su uno dei lati corti della struttura è posizionata la porta a “ghigliottina” che viene azionata da un filo di inciampo posto trasversalmente all’interno della trappola.

Il meccanismo di scatto può essere attivato automaticamente in seguito all’ingresso dei cinghiali oppure azionato a distanza da un operatore posizionato su un’altana nei pressi del chiusino.
 

Censimenti di daino

Per valutare la consistenza e la struttura di popolazione dei daini è stata adottata la tecnica del conteggio contemporaneo, eseguendo osservazioni da punti fissi di avvistamento, in maggior parte sopraelevati (altane), posti presso aree aperte e/o di passaggio. I censimenti vengono svolti generalmente entro la prima metà del mese di Aprile.

Le osservazioni vengono svolte da diversi operatori, assegnisti di ricerca, dottorandi e studenti afferenti all’Università, nonché dal personale qualificato TGA della Tenuta di San Rossore.

Tale pratica si rileva la più indicata in considerazione dell’alta frequentazione delle radure e delle aree di pascolo da parte dei daini; inoltre, essendo in uso da più di 25 anni, permette di ottenere risultati confrontabili fra anni diversi e quindi avere attendibili tendenze demografiche.

Nel daino la primavera è risultata essere la stagione più idonea per compiere il censimento, poiché dalle osservazioni è emerso che in tale periodo è massima la selezione a favore degli ambienti aperti.
 

Catture di daino

Vengono effettuate nel periodo novembre-febbraio utilizzando 6 recinti di cattura chiusi dislocati su tutta l’area. Il perimetro della zona prescelta per la cattura viene delimitato da una serie di pali posizionati ad una distanza di circa 3 metri l’uno dall’altro alla base dei quali vengono lasciati dei teloni di iuta arrotolati. La sera prima della cattura questi teloni vengono innalzati e fissati sui pali formando così un ostacolo di circa 2 metri di altezza. A completamento delle ali dell’imbuto che si crea vengono poste strisce di stoffa colorate sospese su corde telelle che permettono di chiudere superfici più ampie. All’alba del giorno successivo le Guardie della Tenuta e altri operatori si dispongono ai margini dei teloni in modo da formare un fronte di battitori, che viene a trovarsi in posizione opposta a quella del recinto. Spostandosi gradualmente spingono gli animali racchiusi dai teloni all’interno del chiuso di cattura. Quest’ultimo è un recinto circolare di circa 50-60 metri di diametro, con pareti alte 3-4 metri costituite da rete metallica ricoperte da teli di iuta ed erica. Il recinto si prolunga su un lato, in un tunnel con sbocco esterno. I daini trovandosi intrappolati nel recinto, alla vista della luce in fondo al tunnel, vi si dirigono attirati per istinto da una possibile via di fuga. Alla fine del tunnel le Guardie immobilizzano un animale per volta spostandolo sul mezzo predisposto per il trasporto.