Suckerfish

Progetto “Restauro ecologico degli habitat naturali 2010”

Servizio Civile Nazionale

Parco: Restauro ecologico e fruizione

 

Il progetto intende intervenire nel campo della conservazione ambientale, ovvero al mantenimento e la salvaguardia delle risorse che identificano il territorio.

Nello specifico le attività che si svolgeranno sono:

  1. conservazione degli habitat dunali e retrodunali di interesse comunitario (in particolare Cod. Natura 2000: 2120, 2210, 2230, 2240 e 2250*);
  2. conservazione delle zone umide costiere;
  3. conservazione della popolazione di chirotteri presente nel Parco;
  4. gestione faunistica degli Ungulati e Carnivori presenti nel Parco;
  5. fruizione del Parco e educazione ambientale.
Dune costiere
Dune costiere
 
Panorama del lago con vista di un isolotto al tramonto
Panorama del lago con vista
di un isolotto al tramonto

 
  1. Conservazione degli habitat dunali e retrodunali.
    La presenza di specie alloctone in questi ambienti sta diventando sempre più consistente, specialmente della Yucca che, insieme all’eccessiva fruizione turistica, favoriscono la perdita di cenosi vegetali tipiche delle dune.
    L’obiettivo, previsto in cinque anni, è l’asportazione di almeno due ha di Yucca nelle aree più critiche e di facilitare la ricolonizzazione degli ambienti dunali denudati da parte di specie erbacee e arbustive tipiche delle dune.
  2. Conservazione delle zone umide costiere.
    Anche in questi ambienti le popolazioni invasive diventano sempre più consistenti: l’Amorfa sta soppiantando molte specie autoctone e il Gambero Killer, per le sue caratteristiche biologiche estremamente resistenti e adattabili, sta divenendo una specie dominante, impoverendo così la fauna di invertebrati presente nelle pozze e nei corsi d’acqua.
    Ulteriore problematica è l’erosione costiera e l’interrimento delle zone umide.
    L’obiettivo è di monitorare le cenosi di Amorfa attraverso trattamenti fisico-chimici di rimozione, oltre a monitorare e mantenere la popolazione del Gambero killer a livelli che non compromettano la vitalità delle altre popolazioni animali presenti; inoltre assicurare lo sfalcio periodico della vegetazione a elofite per mantenere un’ampia linea ecotonale con vegetazione emersa a contatto con acque libere, assicurando così la permanenza di varie nicchie ecologiche diversificate.
  3. Conservazione della popolazione di chirotteri
    Tutela e conservazione dell’importante colonia riproduttiva di chirotteri, assicurando il mantenimento dell’edificio che costituisce il loro rifugio estivo e avviando una ricerca che porti all’individuazione dei rifugi utilizzati dai chirotteri nel periodo invernale.
  4. Gestione faunistica degli Ungulati e Carnivori presenti nel Parco
    La gestione della fauna selvatica consiste in attività volontarie e consapevoli svolte in un’ottica di conservazione complessiva degli ecosistemi.
    A seconda del contesto ci si può trovare a dover perseguire obiettivi di gestione diametralmente opposti: si può andare dalla riduzione di popolazioni animali, ad azioni volte all’aumento della loro consistenza e alla ricostituzione di popolazioni estinte. Ovviamente le varie attività da svolgere dipendono dall’obiettivo finale, per cui nel primo caso si dovrà operare attraverso interventi di controllo numerico tramite catture e/o abbattimenti, mentre nel secondo si dovranno ripristinare le condizioni ecologiche più idonee per la specie oggetto d’interesse o realizzare delle reintroduzioni.
    Qualunque attività gestionale si intenda intraprendere risulta fondamentale e necessario effettuare, come primo passo, una stima attendibile della consistenza della popolazione oggetto di interesse.
    Le specie principalmente trattate sono:
    • Cinghiale;
    • Daino;
    • Lupo.
  5. Fruizione e educazione ambientale
    Alla base di una corretta gestione e tutela ci deve essere la conoscenza. Risulta necessario quindi promuovere l’educazione ambientale. Ciò attraverso:
    • predisposizione di materiale da diffondere tramite stampa, sito internet, e direttamente ai turisti;
    • realizzazione di eventi culturali (manifestazioni, convegni, mostre, concorsi, concerti, ecc.) tesi a coinvolgere diverse categorie di visitatori;
    • garantire la massima fruibilità da parte di tutte le persone creando dei percorsi agevolati che permettano il passaggio delle persone con disabilità motorie;
    • predisporre accorgimenti per indicare il territorio da percorrere e quello da non calpestare (staccionate a delimitazione di aree di pregio quali dune, boschi, ecc., segnaletica, cartellonistica, ecc.);
    • presenza di un punto di informazione nelle giornate primaverili di maggiore affluenza;
    • presidio e presenza diretta presso gli stand nelle maggiori manifestazioni (sia locali, che di livello regionale e nazionale oltre che di livello internazionale), predisposizione di materiali per l’allestimento personalizzato e, dove è possibile, occuparsi della vendita di pubblicazioni e gadget del Parco;
    • migliorare la fruizione pubblica dei documenti del Centro Studi sulle aree protette;
    • effettuare interventi mirati al potenziamento della fruizione sociale del Parco, con particolare attenzione nei confronti delle realtà sociali presenti nel territorio del Parco, alle realtà legate all’associazionismo, alle iniziative di solidarietà sociale, alle fasce più deboli della popolazione, gli anziani e le persone che necessitano di aiuto nella percorribilità dei sentieri;
    • progettazione di specifici percorsi di educazione ambientale sperimentali legati agli ambienti che caratterizzano il territorio dell’area protetta da proporre ai docenti delle scuole del territorio;
    • la partecipazione a fiere del settore proponendo laboratori e “giochi” su tematiche dell'educazione ambientale;
    • predisposizione di una pubblicazione annuale contenente le proposte di visite guidate e laboratori di Educazione Ambientale per l’anno scolastico in corso e distribuzione in maniera capillare a tutte le scuole di ogni ordine e grado della Toscana.