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Tenuta di San Rossore

La Tenuta di San Rossore è aperta al pubblico con le seguenti modalità di fruizione, sosta e viabilità:

  • Accesso dal Ponte alle Trombe: dal lunedì alla Domenica e Festivi dalle ore 7.00 alle ore 17.30;
  • Accesso dalla Punta di Via delle Lenze: aperto solo la Domenica e i Festivi dalle ore 7.00 alle ore 17.30;
  • Accesso dal Marmo: chiuso salvo aperture eccezionali di volta in volta determinate dalla Direzione del Parco;

Tutti i giorni gli accessi carrabili aperti al pubblico sono l'asse Ponte alle Trombe - Cascine Vecchie - Sterpaia - Cascine Nuove;
Tutti i giorni, compresi la Domenica e i festivi, l'accesso pedonale alla Tenuta è aperto al pubblico per la fruizione degli itinerari liberi nella zona "B" di cui al vigente Disciplinare per l'accesso alla Tenuta di San Rossore

La Tenuta di San Rossore (4800 ha di superficie) è il più rilevante ambiente naturale all'interno del Parco. I suoi confini sono individuati a Nord dal Serchio, ad Est dalla città di Pisa, a Sud dall'Arno e ad Ovest dal Mar Ligure. La vegetazione spontanea si differenzia a seconda delle zone: nei "tomboli" si caratterizza come submediterranea con la leccetta-pineta, nelle "lame" come bosco meso-igrofilo di caducifoglie tipiche delle originarie foreste. Lungo tutta la linea di costa, tra le foci dei due fiumi, la Tenuta è delimitata verso il mare da alte dune. Tra gli animali facilmente osservabili vi sono il daino, il cinghiale ed un'elevata presenza di avifauna, soprattutto nel periodo di svernamento e durante le migrazioni primaverili.

Il nome della Tenuta ha origine dalla deformazione lessicale di Lussorio, martire cristiano ucciso in Sardegna sotto Diocleziano, i cui resti nel 1080 furono trasportati a Pisa nella chiesa che sorgeva presso l'attuale località Cascine Nuove. Nel Medioevo il territorio fu donato da Enrico IV al Capitolo dei Canonici di Pisa, che ne mantenne il possesso fino all'avvento dei Lorena, limitandosi allo sfruttamento delle risorse naturali ed alla costruzione di edifici religiosi. Nella metà del Settecento i Lorena, succeduti ai Medici nel governo del Granducato, per rispondere alla crescente necessità di legname da costruzione, avviarono un'azione di riforestazione con l'impianto di querce, frassini ed olmi nelle zone più basse e umide e di lecci e pini domestici sulle dune e su alcune aree a pascolo. Fu iniziato inoltre il riassetto idraulico complessivo della Tenuta, comprendente anche la colmata delle principali zone umide.

Con l'Unità d'Italia, i Savoia, venuti in possesso della tenuta nel 1862, si adoperarono per completare la riorganizzazione del territorio, nonché dell'urbanistica. Modificarono gli edifici esistenti, edificarono nuove strutture ne fecero la loro residenza estiva e riserva esclusiva di caccia. Quasi tutte le strutture architettoniche furono distrutte nell'ultimo conflitto mondiale. Caduta la monarchia, la Tenuta entrò a far parte del demanio e nel 1957 fu assegnata alla Presidenza della Repubblica. Nel 1999 è stata promulgata una legge che ha sancito il passaggio definitivo della gestione della Tenuta alla Regione Toscana e quindi all'Ente Parco. La Tenuta di San Rossore costituisce il più significativo residuo delle foresta planiziaria "Selva Palatina" che, fino al Medioevo, si estendeva lungo la costa toscana dalla foce del Magra all'attuale limite litoraneo sud della provincia di Pisa. I confini della Tenuta sono individuati a Nord dal Serchio, ad Est dalla città di Pisa (precisamente fossa Cuccia), a Sud dall'Arno e ad Ovest dal Mar Ligure. È una vasta pianura alluvionale, inizialmente colonizzata da caducifoglie quali farnie, frassini, olmi, ontani, pioppi e poi da conifere come il pino marittimo, che hanno quasi del tutto sostituito la preesistente vegetazione di tipo nordico. La vegetazione spontanea si è molto differenziata secondo le zone: nei "tomboli" (dune antiche mobilizzate e colonizzate da vegetazione di tipo mediterrraneo) si caratterizza come sub mediterranea con la lecceta-pinetata, nelle "lame" (terreni depressi che si trasformano in palude o acquitrino per il ristagno di acque temporaneo o perenne anche a causa della superficialità della falda freatica) come bosco meso-igrofilo (bosco sviluppatosi in condizioni di umidità costante grazie alla disponibilità di acqua sul terreno, atipico nel contesto dell'ambiente mediterraneo) di caducifoglie tipiche delle originarie foreste.

Fra gli animali, facilmente osservabili, il daino, spesso in piccoli branchi ed il cinghiale, introdotti quando la tenuta era una Riserva di Caccia, ora in soprannumero. Avvicinandosi alla linea di costa in direzione di Bocca d'Arno si incontrano le zone umide più rinomate: le "Lame di Fuori", con elevata presenza di avifauna, soprattutto nel periodo di svernamento (anche migliaia di anatidi) e durante la migrazione primaverile (punto privilegiato di sosta per i trampolieri). Lungo tutta la linea di costa tra le foci dei due fiumi la Tenuta è cinta dalle sue alte dune aperte alla minaccia dell'erosione.

Daini
Daini
  ItinerarioPercorribilità Interesse
Lame di fuori - Lama degli OntaniLame di fuori - Lama degli OntaniA piedi A piedi
da 4 a 5 ore
Elevato interesse: flora Elevato interesse: fauna Elevato interesse: bird watching Elevato interesse: fotografia 
Cascine nuove, Fosso delle Cateratte e Coton GrossoCascine nuove, Fosso delle Cateratte e Coton GrossoA piedi A piedi
2 h
Elevato interesse: flora Elevato interesse: fauna Elevato interesse: bird watching Elevato interesse: fotografia 
Fiume Morto VecchioFiume Morto VecchioA piedi Sentiero per tuttiA piedi
2 h
Elevato interesse: flora Elevato interesse: fauna Elevato interesse: bird watching Elevato interesse: fotografia 
Sabrina BulleriSabrina BulleriA piedi A piedi
 
Elevato interesse: flora Elevato interesse: fauna Elevato interesse: bird watching Elevato interesse: fotografia 
Bosco della Maddalena, PadulettoBosco della Maddalena, PadulettoA piedi A piedi
2 h
Elevato interesse: flora Elevato interesse: fauna Elevato interesse: bird watching Elevato interesse: fotografia 
San BartolomeoSan BartolomeoA piedi A piedi
2 h
Elevato interesse: flora Elevato interesse: fauna Elevato interesse: bird watching Elevato interesse: fotografia 
Passeggiare e ammirarePasseggiare e ammirareA piedi A piedi
da 1 ora e mezza a 2 ore e mezza
Elevato interesse: flora Elevato interesse: fauna Elevato interesse: bird watching Elevato interesse: fotografia 
Tramonto al mareTramonto al mareA piedi A piedi
2 h
Elevato interesse: panorama Elevato interesse: fotografia 
Un lungo trekking nella naturaUn lungo trekking nella naturaA piedi A piedi
da 4 a 5 ore (compresa una pausa per pranzo al sac...
Elevato interesse: flora Elevato interesse: fauna Elevato interesse: bird watching Elevato interesse: fotografia 
Il sentiero del FratinoIl sentiero del FratinoA piedi Sentiero per tuttiA piedi
 
Elevato interesse: flora Elevato interesse: fauna Elevato interesse: bird watching Elevato interesse: fotografia