All’interno della Tenuta di San Rossore, presso la zona umida Lame di Fuori, ha sede un’importante stazione ornitologica di inanellamento gestita dall’associazione Osservatorio Ornitologico Francesco Caterini, che opera sotto autorizzazione dell’ISPRA e in convenzione con l’Ente Parco. La zona è stata scelta in quanto fondamentale tappa di passaggio di numerose specie migratorie (alcune a rischio di estinzione) caratterizzata dalle risorse necessarie (in termini di cibo) che questi animali utilizzano per ricavare le energie essenziali per continuare la loro migrazione.

La stazione di inanellamento ha lo scopo di monitorare (da un punto di vista scientifico) alcune popolazioni di uccelli, ricavandone dati quali specie, sesso, dimensioni, peso, stato di salute, presenza di grasso, e altri parametri. Gli individui, spiega la dottoressa Chiara Muntoni, vengono catturati mediante l’utilizzo di particolari reti chiamate mist-nets, agganciate a dei pali e posizionate a varie altezze, da cui gli uccelli vengono poi delicatamente rimossi, marcati con un piccolo anello, catalogati in base alle informazioni precedentemente citate e, infine, rilasciati.

L’attività al campo di inanellamento inizia alle prime luci dell’alba e termina, con l’ultimo giro alle reti, la sera quando è buio, tutto per un periodo continuativo di un mese e mezzo (dal 1 aprile al 15 maggio). Il progetto prosegue poi con un’attività di monitoraggio per decadi, così da seguire l’andamento della migrazione nella nostra zona umida.

Quest’anno il Parco di San Rossore ha concesso la possibilità ai giovani ragazzi del Servizio Civile Universale 2023-2024 di assistere gli eventi di cattura/ricattura, inanellamento e catalogazione.

Testo a cura di Giulia Borghi, foto di copertina Daniele Bianchi