Nella giornata del 16 agosto, sull’arenile di San Rossore è stato recuperato un esemplare adulto di tartaruga marina verde (Chelonia mydas), rinvenuto già privo di vita e in avanzato stato di decomposizione.

La Chelonia mydas è una specie di particolare interesse conservazionistico, la cui presenza nel Mediterraneo nord‑occidentale è rara e generalmente legata a individui in transito. L’esemplare recuperato – una femmina di circa 70 cm di lunghezza del carapace, tra i più grandi registrati in Toscana – rappresenta un ritrovamento di rilievo scientifico: dal 1990, secondo i dati dell’archivio regionale gestito da ARPAT, nelle acque toscane sono stati documentati soltanto 14 individui, per lo più giovani di dimensioni inferiori.

Il recupero è avvenuto grazie al coordinamento tra Capitaneria di Porto, ARPAT, Associazione Tartamare, alle Guardie del Parco e al personale dell’Università di Pisa – Museo di Storia Naturale. L’esemplare è stato trasferito per consentire la stabilizzazione del carapace e dello scheletro, operazione necessaria per preservare le strutture ossee e permettere future analisi biologiche e approfondimenti scientifici.

 

L’Ente Parco comunica inoltre che il nido di tartaruga marina Caretta caretta presente sull’arenile ha completato le emersioni, con gli ultimi nati che hanno raggiunto il mare. All’inizio della prossima settimana, il sito sarà sottoposto a scavo di verifica per la raccolta dei dati di monitoraggio (numero di uova, percentuale di schiusa, eventuali resti ovipari), utili alla valutazione dello stato riproduttivo della popolazione.

L’Ente Parco ribadisce il proprio impegno nella tutela della biodiversità marina e costiera anche nell’ambito del progetto europeo LIFE Turtlenest e ringrazia tutti i soggetti che collaborano alle attività di monitoraggio e conservazione delle specie protette.

(immagine di repertorio)