Martore e tassi sono mammiferi schivi, con abitudini prevalentemente notturne, che raramente si riescono ad ammirare ma che sono parte integrante e fondamentale dell’ecosistema del Parco. Su questi animali è stato condotto un importante studio internazionale connesso al progetto ‘European Observatory of Wildlife’ e che ha coinvolto aree in 28 paesi europei. A San Rossore, che è stata una delle tre zone italiane analizzate, ci sono 144 martore e 83 tassi, questa la stima emersa dalla ricerca.

La martora (Martes martes) nella Tenuta vive principalmente in zone caratterizzate da boschi di conifere, come pinete di pino domestico o marittimo, ed in boschi mesoigrofili. Si tratta di un mustelide con corpo allungato, zampe corte, muso appuntito, occhi piccoli, orecchie arrotondate e una coda folta lunga circa metà del corpo. È un predatore opportunista che si nutre di piccoli vertebrati, frutta ed invertebrati.

Il tasso (Meles meles) invece è stato fotografato dalla videotrappole in zone adibite a pascolo in vicinanza di boschi misti. Anche questo animale è un mustelide, caratterizzato da un corpo tozzo con arti corti e robusti, testa piccola e allungata con orecchie brevi e coda folta e corta. Grazie alle sue robuste unghie è in grado di scavare tane che può condividere con altri animali come istrici e volpi, i lombrichi sono il suo alimento base

I risultati ottenuti dal gruppo di ricerca grandi mammiferi dell’Università di Sassari, che da decenni collabora con il Parco, confermano che tassi e martore mostrano picchi di attività nelle ore notturne e crepuscolari. Entrambe le specie prediligono estesi ambienti boscati con piante ad alto fusto, con il tasso che si addentra anche in aree aperte. Il proseguimento e l’ampliamento di questo tipo di indagini, condotte dal team del professor Apollonio con i dottori Del Frate e Bongi, contribuirà a sviluppare strategie di gestione e protezione sempre più efficaci, garantendo la salvaguardia della biodiversità e il mantenimento dell’equilibrio ecologico all’interno del Parco.