14 maggio 2025: la “Biodiversity sampling week” al Parco di San Rossore

Il 14 maggio 2025 il Parco di San Rossore ha ospitato una attività di scienza partecipata (“citizen science”), nell’ambito della “Biodiversity Sampling Week” pianificata dal Centro Nazionale per la Biodiversità (NBFC). In questa attività, un gruppo di giovani con autismo si è cimentato nella rilevazione della presenza di ailanto, una delle principali specie aliene invasive del Parco.

L’esperienza è stata organizzata dal gruppo di lavoro del progetto “EMBRACE”, finanziato dall’NBFC al Parco di San Rossore nell’ambito dei bandi a cascata PNRR per le aree protette e condotto, oltre che dal Parco, dall’Istituto IRTA-Leonardo, dal Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa, e dal Centro di Ricerche Agro-Ambientali “Enrico Avanzi” (CiRAA).

L’attività si inquadra come “pilota” di un più ampio progetto di “Monitoraggio di specie arboree invasive nel Parco San Rossore da parte di persone fragili“, in corso di organizzazione dal nascente Centro di educazione alla Biodiversità (CEB) del Parco di San Rossore. Il Parco di San Rossore, nel ringraziare tutte le persone cha hanno contribuito a questa attività, auspica che questa rilevazione “pilota” sia solo la prima di una lunga serie di attività dedicate alla conoscenza, tutela e ripristino del patrimonio di Biodiversità del Parco da portare avanti insieme alle persone fragili ed alle associazioni del nostro territorio.

I cacciatori di ailanto

All’attività ha partecipato un gruppo di giovani con autismo, già impegnati in un progetto di avvio alla vita indipendente (progetto “Mowgli”) gestito dall’ANFFAS di Pisa con il supporto della Società cooperativa Arnera grazie ad un finanziamento del Dipartimento della Salute mentale dell’Asl Nord Ovest. Nell’ambito del progetto, i ragazzi si dedicano alla pratica di diverse attività, fra cui nuoto esplorativo su lunghe distanze (swim-trekking) ed il trekking tradizionale. In particolare, le camminate si svolgono regolarmente tutti i mercoledì mattina e sono arricchite dalla osservazione e riconoscimento di flora e fauna, dalla scoperta delle tradizioni e della storia delle aree esplorate, e da attività di conservazione del territorio (quali la pulizia degli ambienti visitati), mettendo in atto percorsi educativi e (ri)abilitativi che hanno nella natura il proprio punto di forza e di efficacia. Il gruppo è integrato da educatori specializzati e volontari ed è condotto da una guida esperta di trekking e orientamento con una consolidata esperienza con ragazze e ragazzi con disturbi dello spettro autistico.

Il “Biodiversity day” nel racconto dei partecipanti

Sorvegliato speciale: Ailanto

La giornata di campionamento si è focalizzata su Ailanthus altissima, pianta comunemente detta Ailanto e conosciuta anche come Albero del paradiso. L’Ailanto è originario della Cina ed è stato importato in Italia nella metà del XVIII secolo per far fronte ad un periodo di difficoltà nell’allevamento del baco da seta. I bachi morivano di malattia e non si riusciva a trovare un rimedio efficace. Fu così che un italiano importò dalla Cina un altro baco, il bombice dell’ailanto (Samia cynthia), che produceva seta di discreta qualità e che non si nutriva del gelso, ma delle foglie di questa pianta cinese, sconosciuta e apparentemente innocua.

La produzione durò alcuni decenni, ma i bachi dell’ailanto iniziarono ad avere difficoltà di ambientamento, mentre contemporaneamente quelli del gelso ripresero vigore, fino a recuperare la prima posizione per la qualità senza rivali della loro seta. Fallito l’allevamento del bombice dell’ailanto, la pianta, dimenticata e lasciata libera di crescere e moltiplicarsi, si è rivelata un “mostro” a crescita rapidissima, con prodigiose capacità di rigenerarsi e di propagarsi. Dalla pianta madre pochi centimetri partono fusti sotterranei, che corrono in orizzontale per decine di metri in tutte le direzioni, penetrando le rocce, spaccando l’asfalto e il cemento, insinuandosi nei muri, originando polloni e nuove piante. Sradicare gli invasori è molto difficile, per cui l’ailanto si è diffuso in pochi decenni in tutte le regioni d’Italia.

Pronti e via…

Alle 9.30 circa tutti i partecipanti sono giunti al punto di ritrovo, sito in prossimità del ponte della Sterpaia. Dopo le presentazioni, la Guida Ambientale Escursionistica del Parco ha introdotto l’argomento delle Specie Aliene Invasive, specificando che sotto questa denominazione si raccolgono specie animali o vegetali, che introdottisi o introdotti dall’uomo in aree geografiche dove non sono normalmente presenti, possono causare danni agli ecosistemi e, in taluni casi, anche all’economia e alla salute umana.

Ha poi descritto l’Ailanto e indicato le modalità per il riconoscimento, visto che scopo dell’incontro era l’individuazione della sua presenza in un’area del Parco e la raccolta dei dati relativi all’area di ritrovamento, denominata Stazione.

Gli strumenti di rilevazione

Per la raccolta dei dati la nostra guida esperta ha messo a disposizione i seguenti strumenti:

  • un sistema di navigazione satellitare per la determinazione e la designazione della posizione del rilevamento;
  • due telemetri per la definizione della distanza dalla pianta principale della stazione dei polloni più lontani ad essa presumibilmente connessi e per la misurazione dell’altezza della pianta principale della stazione;
  • due bussole per il rilevamento delle principali direttrici in cui si estende la presenza dei polloni;
  • Vari smartphone per lo scatto di fotografie.

Ad ogni ragazzo è stato affidato uno strumento, dopo averne illustrato il funzionamento e le modalità di utilizzo, ed affiancato un volontario ed un educatore. Ad un volontario è stato affidato il compito della raccolta su uno stampato, specificamente predisposto, dei rilievi effettuati dai ragazzi.

Ad ogni stazione di Ailanto individuata lungo il percorso è stato assegnato un nominativo, i ragazzi hanno effettuato i rilevamenti con lo strumento loro affidato e i dati sono stati riportati sullo stampato. Sono stati visti e spiegati anche tanti animali e le loro tracce e canti, o piante erbacee e alberi.

Mappa con le stazioni di ritrovamento

Particolare stazione di ritrovamento

Legenda mappa

L’attività è stata svolta con grande entusiasmo da tutti i partecipanti e si è rivelata altamente educativa in termini di gradiente di apprendimento del territorio, degli strumenti di rilevazione (molti del tutto sconosciuti ai partecipanti), dell’importanza della conservazione e anche in quanto attività socialmente “partecipata”. Una volta insediato, il CEB intende promuovere sistematicamente questo tipo di attività con la collaborazione e partecipazione di altri attori ed associazioni del territorio a partire dalle scuole dei vari gradi fino alle associazioni ambientalistiche e della disabilità.