I daini di San Rossore godono di buona salute: negli scorsi mesi è stata condotta una ricerca scientifica per analizzare la presenza di parassiti e batteri che possono influenzare il loro benessere. Sono stati analizzati 162 daini per la presenza di diversi batteri (Anaplasma phagocytophilum, Borrelia burgdorferi s.l., Brucella spp., Chlamydia abortus, Coxiella burnetii, Francisella tularensis, Leptospira spp.) e protozoi (piroplasmi, Neospora caninum, Toxoplasma gondii).
Di questi, ne sono stati rilevati solo due, Anaplasma phagocytophilum e Theileria cervi, rispettivamente nel 3% e nel 7,4% dei campioni. Si tratta di batteri trasmessi da artropodi ematofagi (insetti come pulci e zecche), già noti nella fauna selvatica, che a queste percentuali non rappresentano un rischio per la popolazione di daini.
Lo studio è stato reso possibile grazie alla collaborazione attiva tra il dottor Del Frate ed il dottor Bongi del gruppo di ricerca sui grandi mammiferi del professor Apollonio, che hanno lavorato in sinergia con il gruppo di ricerca della professoressa Ebani del dipartimento di Veterinaria dell’Università di Pisa, responsabile delle analisi di laboratorio. Un ruolo fondamentale è stato svolto dal Corpo di Vigilanza e dall’ufficio gestione del Parco e all’ufficio gestione faunistica, che con il loro supporto operativo e la loro disponibilità hanno contribuito in maniera determinante alla realizzazione dello studio e al raggiungimento di questi risultati.