L’associazione “Osservatorio Ornitologico F. Caterini” ha presentato i dati 2025 relativi allo studio degli uccelli limicoli. Si tratta di una serie di specie tipicamente migratorie che vivono in habitat costieri caratterizzati da luoghi paludosi e acque poche profonde come le lame di San Rossore. Reticoli di acqua dolce che si sviluppano a pochi metri dal mare, ricchi di biodiversità ed al contempo molto delicati perché risentono dell’erosione costiera e dell’avanzamento del cuneo salino (foto di copertina di Arianna Anichini).

Pernice di mare, foto di Lorenzo Magnolfi

Il programma di monitoraggio e di ricerca venne avviato nel lontano 1933 dal professor Francesco Caterini e continua ancora oggi a San Rossore grazie ad un folto numero di inanellatori e collaboratori sotto la guida di Riccardo Gambogi, presidente dell’associazione, con l’autorizzazione dell’Ispra e l’approvazione dell’Ente Parco. Tra le attività il monitoraggio visivo dell’avifauna, della vegetazione e degli invertebrati, l’acquisizione di dati ambientali, e dal 1° aprile al 15 maggio l’inanellamento a scopo scientifico. Una procedura non traumatica che permette di tracciare le rotte dei migratori e di raccogliere dati importanti collegati ad un database internazionale, grazie ai quali si possono analizzare ed eventualmente elaborare strategie per la conservazione di queste specie. Quest’anno ha partecipato alle attività anche un gruppo di ricercatori della Repubblica Ceca che ha indagato sul ruolo dei limicoli come vettori di microalghe e cianobatteri.

Combattente, foto dell’Osservatorio Ornitologico F. Caterini

L’analisi ha permesso di osservare un totale di 124 specie di limicoli (nel 2023 erano 92 e nel 2024 erano 127), 59 delle quali incluse nella lista International Waterbird Census (IWC). Con una flessione quantitativa dovuta, si legge nel report (vedi sotto), all’aumento della vegetazione nelle lame favorita dalla bassa salinità, e nonostante  l’acqua sia risultata abbondante. Aironi, alzavole, beccacce, capinere, combattenti, chiurli, garzette, cormorani, ibis sacri, lodolai, luì, martin pescatori, mignattini, pernici di mare, pettegole, picchi rossi, piro piri boscherecci, strillozzi, upupe sono tra le specie osservate, solo per citarne alcune. «Per migliorare l’efficacia di questi ambienti come tappa importante per le migrazioni sarebbe utile disporre di più aree allagate e maggiore continuità idrica nelle lame», concludono i ricercatori.

Piro piro boschereccio, foto di Marlis Forcher

Per approfondire Il report limicoli 2025 (PDF)
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RZ