La natura non solo ci meraviglia ogni giorno con le sue bellezze, ma può anche essere un ponte che congiunge le persone: un interprete di differenti lingue ed un filo che unisce diverse culture. Il 15 maggio la tenuta di San Rossore ha accolto circa 30 ragazzi migranti, alcuni provenienti dal continente africano, mentre altri da quello asiatico ed europeo. Gli ospiti, sotto lo sguardo dei ragazzi del Servizio Civile Universale 2023/2024 e dei volontari del Centro Nazionale per il Volontariato (CNV) di Lucca, hanno avuto la possibilità di immergersi nel verde del Parco, in un’esperienza che coinvolge tutti e cinque i sensi, assaporando il profumo di pino nell’ambiente circostante. La dolce fragranza dell’Elicriso, che pervade le narici, mescolandosi alle mille melodie cantate dai diversi uccellini presenti nella prima tappa del tour (il sentiero di Sabrina Bulleri), si contrappone all’acre odore del Boschetto e all’imponenza dei cavalli Monterufolini e TPR che, insieme a tre esemplari di dromedari, vivono allo stato semibrado presso la località.

Passando per via Prini i ragazzi hanno potuto osservare la Periploca graeca, una rara pianta rampicante considerata un esempio di biodiversità perfettamente conservata all’interno della tenuta di San Rossore che garantisce le condizioni ecologiche adatte per la sua crescita. La fragilità, insieme all’imponenza di questa natura, ci deve far riflettere sulla precarietà e bellezza della vita che, come essa, va preservata e curata. La giornata si è infine conclusa con un gustoso pranzo dai sapori originali locali presso la Bottega del Parco.

Testo a cura di Giulia Borghi, Irene Avella, Daniele Bianchi e Alice Felaco. Foto di Giulia Borghi