Come gli anni scorsi, anche quest’anno dal 1° aprile all’interno del Parco  è iniziata l’attività di inanellamento a scopo scientifico, nell’ambito del “Progetto Limicoli”, portato avanti da volontari, inanellatori e appassionati iscritti all’associazione Osservatorio Ornitologico Francesco Caterini che ha sede nella Tenuta di San Rossore con campo operativo presso le Lame di Fuori. Queste ultime fanno parte di un sito di interesse comunitario e, in quanto zone umide, sono tutelate dalla convenzione Ramsar. Le lame rappresentano un’importante tappa per numerose specie, molte delle quali a rischio estinzione, che qui trovano le risorse necessarie per recuperare le energie e continuare la loro migrazione.

Grazie all’inanellamento a scopo scientifico, una tecnica di marcaggio individuale, vengono acquisite informazioni chiave per la conservazione e la gestione delle popolazioni di uccelli. Sin dall’inizio l’inanellamento nasce come tecnica mirata a scoprire le rotte di migrazione e lo fa grazie alle “ricatture”, ovvero il ritrovamento di un uccello già inanellato in qualsiasi parte del mondo. Grazie ai dati delle ricatture è possibile tracciare le rotte migratorie e, traguardo importante, è stato possibile realizzare l’”Atlante europeo della migrazione degli uccelli” visitabile al sito www.migrationatlas.org.

Attualmente tutti i dati raccolti nelle stazioni di inanellamento del territorio europeo confluiscono nell’Euring: centro di coordinamento dell’inanellamento degli uccelli in Europa, che conta 45 centri nazionali, i quali inanellano all’anno 5 milioni di uccelli. Dal 1990 sono circa 180 milioni gli uccelli inanellati. Il Centro Nazionale di Inanellamento per l’Italia è l’IspraIstituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale – ed è grazie alla sua autorizzazione e alla convenzione con l’Ente Parco che l’associazione Caterini opera da anni nella Tenuta di San Rossore, contribuendo a fornire dati importanti per conoscere e salvaguardare l’avifauna.

Durante la campagna di inanellamento del 2023 la specie più inanellata è stata il piro piro boschereccio (Tringa glareola nella foto) con 374 individui registrati. Quella del 2024 è ancora in corso e tra le specie più abbondanti ritroviamo il piro piro boschereccio, in compagnia del combattente (Calidris pugnax). A fine stagione seguirà, come l’anno scorso, la presentazione di un report conclusivo con un resoconto dell’attività di inanellamento 2024 aperto a tutti.

Testi di Chiara Muntoni, foto di Chiara Muntoni e Pietro Eugenio Pioppo