Su Sisef news, il giornale della Società Italiana di Selvicoltura ed Ecologia Forestale, sono stati pubblicate le conclusioni di uno studio condotto da Nicola Arriga, Alessandro Dell’Acqua, Claudia Cocozza e Alessio Giovannelli riguardante i diversi comportamenti di pini domestici e marittimi in risposta ai cambiamenti climatici. La ricerca ha analizzato due pinete della Tenuta di San Rossore. Il più importante risultato ottenuto riguarda la maggiore capacità di fissare il carbonio (produttività primaria netta) e la maggiore efficienza idrica da parte del pino marittimo rispetto al domestico. L’ipotesi degli autori è che sia stato proprio il miglior adattamento evolutivo al clima caldo e siccitoso del pino domestico a renderlo meno efficiente nell’assorbire anidride carbonica dall’atmosfera, consentendogli di mantenere l’attività fotosintetica e respiratoria anche in condizioni climaticamente “difficili”, quando l’attività biologica non riesce ad essere efficiente. Al contrario, il pino marittimo, nelle stesse condizioni avverse, tende a ridurre la sua attività come risultato di un meccanismo evolutivo di protezione contro il caldo e la siccità. Questo comporta un miglior bilancio di carbonio nel medio e lungo periodo. L’articolo completo si può leggere a questo link

foto di copertina di Marco Matteucci