Oltre 23mila ettari di territorio, centinaia di specie di uccelli, ecosistemi in evoluzione naturale, grandi mammiferi in equilibrio tra loro, specie vegetali rare, paesaggi caratteristici, agricoltura di qualità: il Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli da sempre attrae scienziati di diversi ambiti che individuano in queste aree luoghi dove è possibile fare ricerca al massimo livello.
«Per coordinare ed indirizzare meglio le attività di studio, assicurarsi che siano sostenibili e diffonderne i risultati, l’Ente Parco si è dotato di un Protocollo per la Ricerca Scientifica, che permetterà di fruire appieno delle eccellenze accademiche sia locali che nazionali ed internazionali, regolando i rapporti fra il Parco stesso, il suo Comitato Scientifico, e gli studiosi che intendono condurre le loro ricerche all’interno di quest’area protetta» spiega il presidente del Parco Lorenzo Bani. «È un modo nuovo che si viene a creare di fare ricerca all’interno di un’area protetta, più coinvolgente e partecipativo sia per i ricercatori che per gli operatori del Parco e che rappresenta una sfida alla comprensione e conservazione di un territorio tanto fragile e peculiare» commenta la vicepresidente del Parco Claudia Principe.
I ricercatori dovranno assicurare la salvaguardia di flora, fauna e paesaggio, e nel rispetto della libertà di ricerca, comunicheranno e condivideranno i loro progetti con l’Ente. I risultati ottenuti dai vari progetti saranno pubblicizzati attraverso il sito web del Parco e con iniziative di diffusione e divulgazione, come quelle che saranno organizzate dal Centro di Educazione alla Biodiversità del Parco. Una realtà nuova che sta nascendo grazie al progetto Embrace, finanziato dal PNRR al Parco e coordinato da Leonardo-IRTA. Un progetto che è dedicato al monitoraggio, alla tutela e al ripristino della biodiversità, e che ha rappresentato un volano per la stesura del Protocollo per la Ricerca Scientifica nel Parco.