Il nostro progetto EMBRACE, all’interno della rete NBFC, ha un fratello gemello!

Con lo scopo di studiare, ripristinare e comunicare la biodiversità, anche la Riserva Naturale “Torbiere del Sebino” in provincia di Brescia ha messo in atto tante attività organizzate in 3 Work Packages (WP, pacchetti di lavoro) analoghi ai nostri: il WP1 si occupa di monitoraggio, il WP2 di ripristino, e il WP3 di comunicazione.

Confrontarci con altri Parchi su progetti simili ha il vantaggio di poter imparare e avere ispirazione a vicenda, e a sentirsi in un sistema con obiettivi condivisi.

Vediamo insieme un emozionante percorso sulla biodiversità in aree protette.

Il progetto BioHub Torbiere della riserva delle Torbiere del Sebino in via di conclusione (finisce a fine ottobre) è stato implementato in una delle zone umide più estese della Pianura Padana centrale in Provincia di Brescia. La riserva ha una superficie di 360 ha. Confrontandola con il Parco Regionale di Migliarino San Rossore Massaciuccoli, notiamo come il Parco sia di estensioni maggiori: 24.000 ha di ecosistema costiero e fluviale, di cui 6000 ha di aree umide, con specifiche simili alle torbiere. Il progetto del BioHub Torbiere è di grande interesse anche per le aree equivalenti del Parco.

Sono coinvolti in entrambi i progetti vari stakeholders principalmente enti di ricerca. Per il BioHub Torbiere sono coinvolti la comunità locale della Riserva Naturale Torbiere del Sebino, l’Università degli Studi di Milano Bicocca, l’Università degli Studi di Brescia e l’Università degli Studi Milano Statale, mentre per il progetto EMBRACE sono coinvolti l’Università di Pisa, e in particolare il Dipartimento di Biologia e il Centro di Ricerche Agro-Ambientali “E. Avanzi”, e l’Associazione Leonardo-IRTA  Istituto di Ricerca per il Territorio e l’Ambiente.

WP1: Monitoraggio

Nelle azioni di monitoraggio e ricerca sono già state trovate nuove specie mai registrate in queste aree, oppure ritrovate specie che erano date per scomparse. La conoscenza degli ecosistemi è importante per indirizzare le azioni di protezione e conservazione, obiettivi cardini di tutte le aree protette.

Torbiere monitoraggio avifauna

Basettino, Riserva Naturale Torbiere del Sebino

Il WP1 del progetto BioHub Torbiere riguarda monitoraggi e ricerche multidisciplinari su acqua, avifauna, vegetazione, chirotteri, erpetofauna, odonatofauna e coleotteri idroadefagi. Queste attività hanno l’obiettivo di consolidare e ampliare le conoscenze che l’Ente Riserva raccoglie da oltre quarant’anni grazie al lavoro del Comitato Tecnico Scientifico.

I monitoraggi hanno già portato risultati significativi: la scoperta di una nuova alga (Nitella capillaris) e la riconferma di alcune specie ritenute localmente estinte come il Ranunculus flammula, il Carex panicea e Carex flava. In questa azione è preziosa la collaborazione attivata con l’Associazione Botanica Bresciana.

Nuova segnalazione Tolypella intricata – Riserva Naturale Torbiere del Sebino

Per il monitoraggio dei coleotteri idroadefagi sono state istallate apposite trappole che hanno permesso di documentare la presenza di una nuova specie per la Riserva, Hydrophilus piceus. Sono state inoltre organizzate numerose uscite di monitoraggio su anfibi, chirotteri e odonati, rese possibili anche grazie al prezioso contributo dei volontari. Queste indagini hanno confermato la presenza di diverse specie di interesse, tra cui le libellule Brachytron pratense e Oxygastra curtisii, particolarmente significative per gli ecosistemi di palude. Per i chirotteri, primo studio mai eseguito in Riserva, si attende il report finale e le ultime uscite di monitoraggio che saranno svolte a settembre.

 

 

Per il progetto EMBRACE è in atto il monitoraggio della biodiversità botanica con enfasi sulla flora vascolare all’interno del Parco MSRM e l’inserimento in un portale sulla flora dell’Università di Pisa Wikiplantbase #Parco MRSM, aperto a tutti, con oltre 19.000 segnalazioni e quasi 1.500 specie/sottospecie. Attualmente per l’areale del Parco, sono state segnalate oltre 20 specie per la prima volta. Altre specie sono state ritrovate: Tra gli ultimi ritrovamenti ci sono ad esempio Reseda luteola L. (una specie autoctona piuttosto comune in Toscana, la cui presenza nel Parco era finora ignota) e Gamochaeta americana (Mill.) Wedd. (una specie esotica proveniente da Centro e Sud America). Questi ritrovamenti sottolineano l’importanza di monitoraggi continui e approfonditi, essenziali per arricchire il quadro delle conoscenze circa la biodiversità locale.

Wikiplantbase per il Parco Migliarino San Rossore Massaciuccoli

monitoraggio flora MSRM per Wikiplantbase

Crepis suffreniana (DC.) Steud. nel Parco Regionale di Migliarino San Rossore Massaciuccoli

Un caso di particolare interesse è poi quello di Crepis suffreniana (DC.) Steud., relativamente diffusa in Francia meridionale, ma che in Italia è ad oggi conosciuta esclusivamente all’interno del Parco.

Le attività di campionamento sono ancora in corso, con l’obiettivo di coprire tutte le aree del Parco, prestando particolare attenzione alle zone meno esplorate o di particolare interesse ecologico, al fine di fornire un quadro il più completo possibile della flora presente.

 

 

WP 2: Ripristino ambientale

Il ripristino ambientale, oggetto del Work Package 2, si riferisce ad azioni che mirano a ripristinare ecosistemi fragili o disturbati dalle attività dell’uomo o da dinamiche in seguito a cambiamenti climatici

Per il progetto BioHub Torbiere sono state posizionate 24 isole galleggianti, strutture costituite da un materasso galleggiante in fibra di cocco su cui radicano specie vegetali autoctone (Carex acutiformis, Carex elata, Carex pseudocyperus, Lythrum salicaria, Iris pseudacorus, Juncus effusus e Phragmites australis). Queste strutture sono una soluzione innovativa molto importante per l’ecosistema delle Torbiere perché costituiscono un riparo per la fauna, aumentando la superficie di nidificazione.

Un altro importante intervento ha riguardato il ripristino di un Habitat 6510 praterie magre da fieno a bassa altitudine. In un prato di circa 3.500 m², che versava in stato di abbandono, sono state effettuate operazioni di taglio della vegetazione infestante, fresatura ed erpicatura del terreno, seguite dalla semina con fiorume autoctono. Per favorire la diversificazione dell’habitat e incrementare la presenza di piante mellifere, è stato inoltre recuperato e arricchito il frutteto a perdere adiacente al prato, attraverso la messa a dimora di fichi, ciliegi, meli e prugnoli.

Sulla pagina Instagram della Riserva è possibile, tra l’altro, vedere brevi video delle azioni di ripristino.

@Maurizio Canu: posa isole galleggianti insieme al gruppo Sommozzatori Iseo

Riserva Naturale Torbiere del Sebino, semina fiori

 

Nell’ambito del progetto EMBRACE, il Centro di Ricerche agro-ambientali “Enrico Avanzi” dell’Università di Pisa ha recentemente seminato circa 30 ettari con un miscuglio di piante mellifere (senape bianca, veccia e trifoglio incarnato) per offrire una adeguata distribuzione di nettare e polline, soprattutto nei mesi primaverili-estivi, agli insetti impollinatori ed entomofagi. La realizzazione di queste infrastrutture ecologiche  è fondamentale per la salvaguardia della biodiversità e mitiga gli effetti negativi della semplificazione strutturale tipica degli agro-ecosistemi; gli effetti saranno monitorati con attenzione per verificarne i risultati.

Un video sul sito del Centro Avanzi spiega l’azione nel dettaglio.

Progetto EMBRACE: aree coltivate a mellifere all’interno del Centro “Enrico Avanzi”

Progetto EMBRACE: trappola “Malaise” per il rilevamento dell’entomofauna (impollinatori ed entomofagi) in aree di controllo o seminate a mellifere

 

WP 3: Comunicazione e coinvolgimento

 

Nell’ambito del WP 3 del progetto BioHub Torbiere sono state realizzate attività di capacity building e divulgazione rivolte al più ampio pubblico. I tecnici dell’Ente hanno preso parte a una masterclass di comunicazione multicanale, finalizzata a potenziare le competenze nella divulgazione scientifica e nella condivisione dei risultati di ricerca.

Con l’iniziativa “+ SCIENZA × TUTTI” sono state coinvolte 26 classi del territorio che hanno partecipato a esperienze di monitoraggio ambientale e hanno avuto l’opportunità di incontrare gli scienziati sia sul campo che in aula. L’attività si è conclusa con la realizzazione di una mappa interattiva, che raccoglie non solo i dati raccolti ed elaborati dagli studenti, ma anche contributi fotografici come memoria dell’esperienza. Non solo documenta i dati raccolti ed elaborati dalle classi partecipanti, ma anche delle memorie fotografiche. Le attività di capacity building destinate agli uffici tecnici dei comuni facenti parte della Riserva saranno realizzate a settembre, grazie al supporto di facilitatori esperti e tecnici di pianificazione territoriale.

Le attività per il più ampio pubblico hanno previsto l’organizzazione di visite guidate e laboratori svolti durante le iniziative “Primavera in Torbiera” “Primavera in Torbiera Kids”.

Mappa BioHub e Scienza per tutti

Incontro con lo scienziato – erpetologo/entomologo Fausto Leandri – Riserva Naturale Torbiere del Sebino

All’interno del progetto EMBRACE è stata avviata innanzitutto la progettazione degli spazi del nuovo Centro di Educazione alla Biodiversità (CEB) nei locali del Centro Giacomini. Nella progettazione è stato coinvolto il personale del Parco, che ha portato le sue competenze e conoscenze e ha fortemente influenzato la progettazione stessa. Anche la collaborazione di esperti di management e organizzazione delle aree protette e di personale esterno con esperienza nella didattica museale contribuiscono alla realizzazione del CEB. Il Centro intende infatti proporsi come base per le attività di educazione alla biodiversità, ma anche come luogo di diffusione della conoscenza scientifica riguardante la Biodiversità nel nostro territorio. A questo scopo è in corso la raccolta e la sistematizzazione delle pubblicazioni scientifiche relative alla Biodiversità del territorio.

Centro Giacomini, CEB in allestimento

 

È stato realizzato inoltre un esperimento pilota di citizen science, in collaborazione con un’associazione di portatori di disabilità, che ha avuto un’ottima riuscita e che sarà adottato come base per ulteriori attività di CS su base regolare proposte dal CEB.

È infine in corso l’elaborazione di un questionario conoscitivo rivolto ai fruitori del Parco, necessario come base di progettazione delle attività del CEB, in collaborazione con esperti dell’Università di Pisa.

Questo articolo nasce all’interno del progetto EMBRACE, e tra le attività di progettazione e realizzazione del CEB all’interno del Parco, sono previste azioni di informazione e integrazione con la ricerca condotta dall’NBFC con molti progetti finanziati dallo stesso bando. Il presente intervento è inserito nello svolgimento di una tale azione.