Il tempo qui al Boschetto sembra trascorre veloce, la pioggia primaverile lascia sempre più spazio a enormi archi di luce che contornano la grande prateria di colori ora vividi e corposi, ora evanescenti. A volte pare quasi nevicare; ma al posto dei freddi fiocchi di neve, dal cielo cadono, danzando, pezzetti di bianche nuvole che ricoprono il mio musetto facendomi fare degli sbuffi così potenti che a volte spaventano anche la mamma che bruca lì vicino.

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Durante queste settimane mi è capitato di rivedere quella giovane ragazza. Adesso che la riconosco, avvicinarmi non mi fa poi così paura. A volte lei si siede a fianco a me nella grande distesa verde, raccontandomi tutto ciò che vede all’interno della Tenuta di San Rossore.

Mi piace scoprire il mondo attraverso i suoi racconti e le sue storie sembrano così tangibili che quasi riesco a vederne le immagini, come se fossi io il protagonista di ogni sua narrazione. Ho scoperto l’esistenza di altri animali qui in Tenuta. Alcuni sono davvero grandi e alternano candidi manti al color della pece, mentre i piccoli sfoggiano una peluria marroncina. Chissà se un giorno riuscirò a vedere anche io quegli enormi bovini e magari sarò così fortunato da riuscirne a sentire anche il potente muggito.

La cosa che più fremo dalla voglia di vedere sono gli altri cavalli: piccoli pony che da anni si lasciano spazzolare le folte criniere dai bimbi incuriositi. Chissà come deve essere bello sentire quelle piccole manine affondare nel mio morbido manto e chissà che strano lasciarmi cavalcare da loro e correre così forte sui prati; nel bosco schivando qua e là i rami degli alberi e saltando i tronchi, anche quelli più grossi che ostacolano il passaggio; e sulla spiaggia, lasciando che il mare infranga le sue onde sui miei zoccolo che sembreranno volare sul delicato suolo sabbioso. Quante avventura vorrei vivere e quanti sogni desidero realizzare.

Anche il mio cuginetto Oceano ha esplorato buona parte della Tenuta di San Rossore. Lui è riuscito perfino a vedere i daini e i cinghiali da vicino. Dice che i primi possiedono enormi palchi e i loro agili movimenti si contrappongono perfettamente al goffo trotterellano dei secondi che, grugnendo, grufolano il terreno un po’ qua e un po’ là, in cerca di cibo, lasciando delle grosse buche nel terreno!

Da grande anche io vorrei esplorare ogni singolo angolo di questo paradiso ad oggi così arcano e misterioso e magari un giorno diventare il maestro dei bambini e insegnare loro a muovere i primi passi verso la conoscenza di un ignoto che a tratti li spaventa, apprendendo a mia volta il loro modo di pensare, di agire, di sentire e di vedere il mondo. Dicono che gli occhi di un piccolo umano non siano così diversi da quelli di un puledrino alle prime armi con la vita; ma chissà forse un giorno potrò scoprirlo da vicino.

Testo a cura di Giulia Borghi, foto di Giulia Borghi e Daniele Bianchi