Tenuta di Tombolo

Sentiero delle Dune

Mappa dell'itinerario
Immagine di copertina dell'itinerario

Dal riflesso delle barche che si specchiano nell’acqua del porto di Marina, ci si incammina attraversando un breve tratto urbano nei pressi del porticciolo. Con una deviazione a destra, il sentiero ci accompagna a ripercorrere le orme del vecchio e storico tram Pisa-Livorno.

Lasciando la ferrovia e la sua storia ci si immerge nei profumi della pineta abitata da pini domestici e lecci sino ad arrivare a una zona di macchia bassa, rinata dopo il taglio dei pini marittimi attaccati dalla cocciniglia della corteccia (Matsucoccus feytaudi). Piante di ginestrone (Ulex europeus), cisto, olivella, leccio, viburno, corbezzolo ci inebriano col loro aroma.

Dopo aver costeggiato l’antica stazione del tram di Marina di Pisa, si prosegue ancora lungo i binari per lasciarli solo all’incrocio col sentiero 006. A questo punto si prosegue su un percorso parallelo ai binari che giunge fino alla via Bigattiera.

Da qui, con una breve deviazione a sinistra, si rientra nel bosco dopo aver costeggiato il canale attraversato dalle sue passerelle in legno. Un bosco ombroso di frassini e altre specie igrofile. Così si procede a sinistra in un sentiero che attraversa squarci assolati di dune e lame sino a giungere a Tirrenia: piegando a destra lungo un canale coloratissimo dai giaggioli d’acqua, si attraversano alcune vie urbane sino a giungere al lungomare all’altezza dell’oasi WWF “Dune di Tirrenia” (la visita del’Oasi è libera ed è sempre aperta!).

Il sentiero prosegue sul lungomare per arrivare al centro di Tirrenia, dove puoi scoprire alcuni manufatti storici della ferrovia del vecchio tram.
Superato il centro, si prosegue sul lungomare sino a Calambrone, dove svoltiamo verso i boschi sul Vione di Vannini, che lasciamo, ancora nei pressi del lungomare, proseguendo a destra. Entrando nel bosco ci si immerge in una lecceta che a poco a poco dirada in una sughera. Proseguendo in una zona di macchia bassa a erica arborea, cisto, ginestra, olivella e piccoli boschetti di lecci si incrocia via dei Porcari seguendo il fosso Lamone che continua con una fitta vegetazione igrofila composta di tifa, cannuccia di palude e giaggiolo d’acqua: anche qua è un puzzle in cui si alternano frammenti boscati e macchia mediterranea composta da ginestra abbondante, fillirea, alaterno, cisto e piante di erica arborea, cui segue una zona di lecci e giovani pini marittimi.

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