Per la rinascita del Lago di Massaciuccoli

Il lago di Massaciuccoli da decenni convive con problemi di diminuzione delle acque e torbidità, invasione di specie vegetali e animali non autoctone, eccesso di sostanze nutritive che derivano dai terreni agricoli. Negli ultimi anni un’attenzione particolare è stata dedicata al miglioramento della situazione: sono stati fatti dei primi interventi per la riqualificazione ambientale, ed altri sono progettati e in corso.

Il lago, alcuni numeri – L’area ricoperta corrisponde a 7 km quadrati per un volume di 10-15 milioni di metri cubi che arrivano a 37-48 se si aggiungono i canali e la zona collegata del Padule. Il volume varia durante l’anno, nei mesi estivi e durante i periodo di siccità è minore. Numerosi sono i canali sia in entrata sia in uscita: ogni giorno in media vengono filtrati dai 20 ai 24mila metri cubi di acqua. Le aree agricole sono più sviluppate nella zona meridionale, dal 2005 ad oggi è diminuita la coltivazione del mais e sono cresciute colture meno idroesigenti come gli ortaggi, l’incolto è al 12% (media Toscana 20%); nella zona settentrionale il 48% dei terreni agricoli sono incolti.

In questo documento scaricabile si descrivono i problemi del lago e padule di Massaciuccoli, gli obiettivi fissati per il risanamento, le azioni individuate gli interventi previsti quelli che sono stati attuati e quelli che devono essere attivati, riferendoci agli ultimi venti anni. La questione del Lago di Massaciuccoli

Questo secondo documento descrive il progetto “Individuazione di criteri agronomici volti ad individuare colture meno idroesigenti” (a volte denominato “Ricerca e sperimentazione di sistemi colturali alternativi nell’area critica del lago di Massaciuccoli”) che è stato attuato dall’Ente Parco Migliarino San Rossore Massaciuccoli attraverso la Scuola Superiore S. Anna e L’Università di Pisa, Centro Interdipartimentale di ricerche agro-ambientali “E. Avanzi”. Tale progetto, finanziato dalla Regione Toscana, ha permesso di individuare le colture più adeguate alla situazione critica del lago di Massaciuccoli, evidenziando quelle che richiedono minor quantitativo di acqua di irrigazione e di concimi. Individuazione di criteri agronomici volti ad individuare colture meno idroesigenti

A giugno 2019 l’Ente Parco Regionale Migliarino San Rossore Massaciuccoli ha presentato lo studio scientifico commissionato al professor Enrico Bonari dell’Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant’Anna e alla sua equipe composta dal dottor Nicola Silvestri dell’Università di Pisa e dai dottori Tiziana Sabbatini, Vittoria Giannini e Daniele De Nisco della Scuola Superiore Sant’Anna. Un’analisi approfondita del lago, delle sue caratteristiche e dei problemi da risolvere, una base scientifica solida per individuare gli interventi da eseguire per riqualificare l’ambiente e migliorare la qualità dell’acqua  coinvolgendo tutti i soggetti che hanno competenze sull’area. Adesso tocca al tavolo tecnico, costituito da tutti gli enti coinvolti nella gestione del lago (Regione Toscana, i Comuni di Massarosa, Viareggio e Vecchiano, le province di Pisa e Lucca, il Consorzio di Bonifica, l’Autorità di Bacino, l’Ente Parco, l’Arpat), riunirsi e decidere la priorità delle azioni da intraprendere, facendo tesoro del processo partecipativo del ‘Contratto di Lago’ che ha coinvolto istituzioni, associazioni e cittadini.

Lo studio scientifico sul lago: Parte 1, Parte 2, Conclusioni in sintesi

Contratto di lago, i documenti: Abaco delle azioni, Documento Strategico, 17 azioni per il Contratto di Lago, Protocollo d’intesa

Ci sono già le risorse per i primi lavori: 18 milioni di euro stanziati dalla Regione Toscana, una parte dei quali saranno utilizzati per la realizzazione del tubo.one.5, il cosidetto ‘tubino’, un canale superficiale che immetterà le acque del Serchio nel Lago migliorandone così la salute. Una volta scelta la priorità dei successivi interventi, le risorse rimanenti potranno essere subito impiegate. Inoltre la redazione di un piano di azione sarà la base per poter richiedere ulteriori finanziamenti, anche partecipando a specifici bandi. Le azioni previste – Lo studio suddivide il Lago e il Padule in bacini e sottobacini e per ognuno individua interventi specifici zona per zona. Si va da opere di fitodepurazione e riallagamento per contrastare l’eccesso di nutrienti e la mineralizzazione, alla parziale ristrutturazione del sistema dei canali per immettere nel lago acqua pulita, fino al ripristino della coltura del riso biologico, una coltivazione storica per il lago e sostenibile per l’ecosistema. Previste anche piantumazioni e riqualificazioni paesaggistiche.